[...] "Panarea 1942" ci è presentato dall'autore come un romanzo. In effetti il libro racconta una storia avvincente in cui gli avvenimenti si snocciolano e si intrecciano sulla tela di fondo della seconda guerra mondiale, del fascismo e dell'isola ancora più abbandonata di sempre dalle autorità. E abbandonata anche dagli isolani in età di combattere che si trovavano imbarcati o nei vari fronti della guerra di terra. Per quanto mi riguarda però, l'aspetto del libro che più mi ha preso non è la storia che l'autore ci ha raccontato. Ciò che mi ha più toccato è la pacata e sognante poesia con cui ha descritto le sensazioni della sua adolescenza appena mascherandole e attribuendole a personaggi che le hanno vissute una trentina d'anni prima di lui. Ognuno di noi ha un piccolo, giardino segreto nel quale custodisce profumi, luci, suoni e sensazioni uniche e irripetibili che hanno emozionato la sua adolescenza. Molti di noi vorrebbero condividere queste emozioni, fare assaporare anche ad altri l'intensità di questi momenti. Pochi hanno la capacità e la determinazione di farlo. Ecco, mi è parso che scrivendo questo libro l'autore abbia simbolicamente tagliato il cordone ombelicale che ancora lo legava ad una adolescenza di estati passate a Panarea. E anche che sia riuscito nel suo intento di renderci partecipi dei colori e degli umori del mare come lui lo ha vissuto, della magia delle storie e dei personaggi isolani che lo avevano stupito da ragazzo e dei profumi e delle fragranze della sua Panarea di allora. Che a me il libro sia piaciuto è chiaro. Per prima cosa
è evidente che Simone Mazzucconi sa scrivere, dote, questa,
che non fa necessariamente parte del bagaglio di tutti gli autori
di libri. Poi, amando io il mare e la gente di Panarea e non ho
fatto nessuna fatica a immedesimarmi nella storia. |
Volete
leggerne
qualche pagina...? Il libro è reperibile a:
Oppure potete ordinarlo a |