Le Eolie dei grandi viaggiatori

Le Isole Eolie furono da sempre meta di viaggiatori illustri.

Il primo grande viaggiatore del ‘700 che visitò le Eolie nel 1776 fu Jean-Pierre Houël (1735-1813), un pittore francese specializzato nel dipingere vulcani e grotte.

Nel 1781, solo 5 anni dopo Houel, fu la volta di un famoso geologo francese, Déodat De Dolomieu (1750-1801),  un vero e proprio scienziato e pioniere della moderna vulcanologia.

Nel 1788 anche Lazzaro Spallanzani (1729-1799), naturalista e vulcanologo, fu il primo naturalista a mettere piede ad Alicudi.

Alexandre Dumas padre  (1802-1870) visitò le Eolie nel corso del 1835 e appuntò le sue note di viaggio in un diario, “Dove il vento suona“.

Anche Guy de Maupassant (1850-1893) visitò le Eolie nel 1885 mentre era in viaggio verso l’Africa sul suo yactht “Bel Ami”.

Ci fu anche una viaggiatrice donna, Elpis Melena (1818–1899, pseudonimo di Marie Esperance von Schwartz):  si recò nelle Eolie da Tropea per sette giorni dal 7 al 13 ottobre 1860. Visitò Stromboli, Panarea, Salina, Lipari e Vulcano. Al termine del viaggio scrive un diario – “In Calabria e alle isole Eolie nell’anno 1860“.

Albert  T’Serstevens  ((1885–1974) fu forse l’ultimo dei veri viaggiatori che si sono recati alle isole Eolie. Nel suo diario intitolato “Sicilia, Sardegna, Isole Eolie: itinerari italiani” descrive la sua ricerca delle origini greche e latine della civiltà occidentale. Fu anche uno dei primi critici dei danni all’ambiente operati dal fenomeno turistico allora in fase nascente.

Ma fra tutti gli uomini illustri che visitarono le Eolie spicca l’ Arciduca Luigi Salvatore d’Austria (1737-1859). Spinto dalla passione per i viaggi a bordo del suo yacht a vapore, giunse per la prima volta a Lipari nel 1868 ed  incantato dalla bellezza dei luoghi e dall’animo degli eoliani, ci tornò varie volte per completare l’opera più completa mai scritta sulle isole Eolie: “Die Liparischen Inseln”,  caratterizzata da oltre 200 disegni, realizzati personalmente dall’autore.. Si veda oltre una piccola galleria relativa all’isola di Panarea.

Così descrive le Eolie:

“Immerse nell’incantevole mare di Sicilia, queste piccole Isole in modo singolare cattivarono l’animo mio, mi apparissero desse durante le raffiche tempestose di una fra quelle tramontane invernali, cui forse debbono il nome di Eoliche, ovvero attraverso una fra le trombe marine, che così frequentemente ivi accompagnano le burrasche primaverili, ovvero ancora le contemplassi coronata di pampini nella calda estate, somiglianti a smeraldi nel zaffiro ceruleo del mare circostante. Così li conobbi sotto tutte le luci, in tutti gli aspetti e in ogni tempo dell’anno e sempre mi furono egualmente care, tanto che, terminata la illustrazione delle Baleari, alle sette Lipari volli dedicare l’opera mia”

Edizione originale Ludwig Salvator, Die Liparischen Inseln, Heinrich Mercy Ed, Praga 1893/96. La riproduzione litografica dell’originale con traduzione in italiano è a cura del Prof. Pino Paino – Lipari 1979.

(Informazioni tratte da  “Alle Eolie sulla scia di Ulisse. I diari dei grandi viaggiatori del passato” di Clara Raimondi, edizioni del Centro Studi di Lipari 2008. )