Sentieri CAI a Panarea

CLUB ALPINO ITALIANO –  SEZIONE DI SIRACUSA

tratto dal volume: Andare per sentieri a PANAREA (Isole Eolie)
a cura di: Vito Oddo† (CAI Siracusa) e Francesco Romussi – CAI Mestre

La salita alla Punta del Corvo, che con i suoi 421 metri è il punto più elevato di Panarea, la più piccola delle Isole Eolie, così come l’andare per sentieri e stradelle a mezza altezza tra coltivi abbandonati, tracce di vecchi insediamenti e macchia mediterranea, è indispensabile per chi vuol comprendere appieno quel mondo a sè stante rappresentato dall’arcipelago eoliano.

Il salire, a Panarea, rappresenta un viaggio a ritroso nel tempo, alla riscoperta dell’antica civiltà contadina di cui restano interessanti e inattese tracce ormai quasi interamente coperte dalla vegetazione; si tratta prevalentemente di antichi stazzi, canalizzazioni e cisterne per l’acqua piovana e mulattiere circondate da muretti che sembrano quasi in aperto contrasto con gli edifici e la vita della costa ma che, in realtà, si integrano pienamente con la moderna realtà turistica dell’isola completandola.

Alla Punta del Corvo si può arrivare per tre sentieri che partono dal centro e dalle due estremità dell’isola, ma il più diretto, e anche il più facile, è quello centrale che parte dalla frazione San Pietro – il centro dell’isola – attraverso vecchie strade comunali; si tratta di un percorso che offre, sin dai primi momenti della salita, alcuni tra i più bei panorami dell’arcipelago; invece dalla Calcara – punto più settentrionale dell’isola – il sentiero si inerpica dapprima in modo piuttosto accentuato e poi più dolcemente al limite dello strapiombo e infine dalla Punta Milazzese – punto più meridionale dell’isola – il terzo sentiero sale per la Costa del Capraio.

Se la riapertura dei sentieri è potuta avvenire grazie all’opera di ripulitura dalla vegetazione, che li aveva praticamente nascosti e resi impraticabili, fatta a spese degli operatori turistici di Panarea che hanno compreso l’importanza dell’escursionismo per offrire nuovi spunti di visita all’isola (qualora la bellezza del mare non fosse sufficiente) e per allungare in qualche modo la stagione turistica, purtroppo, venuto meno negli anni l’iniziale entusiasmo e quindi la volontà di mantenere i sentieri sgombri dalle erbacce e dalla vegetazione arborea che ad ogni primavera tenta di rimangiarsi gli spazi, solo l’opera saltuaria di qualche raro volonteroso escursionista armato di cesoie, e più recentemente l’intervento della Forestale fanno sì che almeno la vegetazione più ingombrante venga eliminata.

I percorsi sono stati segnati con i segnavia rosso-bianco-rosso di Sentiero Italia per volontà della Sezione di Siracusa del Club Alpino Italiano.

Sono stati usati i segnavia di “Sentiero Italia” per significare che lo spirito del percorso, rivolto alla riscoperta di una Panarea minore, ma non per questo meno suggestiva, ben si adatta a quello che anima il progetto pensato dal Club Alpino Italiano e dalla Associazione Sentiero Italia.

Per chi ha contribuito con la propria opera alla sistemazione dei sentieri è appagante vederli percorsi dai gruppi di turisti, sempre più numerosi e in gran parte stranieri, che durante le mezze stagioni hanno scoperto il piacere di girovagare per l’isola a piedi su stradelle e sentieri che costituiscono le vie di accesso ad una campagna costituita da minuscoli appezzamenti posti su terrazze, che per tanti secoli ha fornito il quasi unico povero sostentamento agli abitanti.

Per questi turisti Panarea dovrebbe diventare una tappa fissa di un meraviglioso itinerario che, tempo e collegamenti via mare permettendo, dovrebbe ricomprendere tutte le sette perle, ma che quantomeno iniziando dalla salita allo Stromboli, dovrebbe continuare, dopo Panarea, con la salita al monte Fossa delle Felci di Salina, al cratere di Vulcano per concludersi con il giro e la visita di Lipari e del suo affascinante e splendido museo.


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